La dipendenza da internet

Dipendenza da internet.

Ognuno di noi ha la sua dipendenza, piccola o grande che sia. La droga (compresa la normale sigaretta) e l’ alcool rappresentano le “vecchie dipendenze” mentre il gioco d’azzardo e internet sono quelle “nuove”, quelle dell’età moderna. Sulle prime tre si è scritto tanto mentre sulla dipendenza da internet c’è ancora tanto lavoro da fare. L’ uso della rete sta condizionando le nostre modalità di relazione, nel bene e nel male.
Ma cosa è una dipendenza? Ci viene in aiuto Wikipidia, con una definizione semplice ma esaustiva: “
Per dipendenza si intende una alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L’individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull’abitudine.

Quando è che la dipendenza da internet diventa veramente patologica e preoccupante?

Il nome scientifico della dipendenza da internet è IAD (Internet Addiction Dependence)
La dipendenza dalle nuove tecnologie è sicuramente in fase di crescita e purtroppo viene spesso confusa con situazioni psicopatologiche diverse. Il gioco d’azzardo patologico è al momento l’unico disturbo non correlato a sostanze inserito come categoria diagnostica nel DSM-5 (Manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali). Il gruppo di lavoro del DSM-5 ha esaminato più di 240 articoli trovando similitudini comportamentali tra gioco su internet, disturbo da gioco d’azzardo patologico e disturbo da uso di sostanze (American Psychiatric Association, 2014). Mancando però ancora una definizione standard dell’IAD è difficile determinare i dati di prevalenza con precisione. Esistono solo alcuni resoconti provenienti dall’Asia molto contradditori, che assegnano agli adolescenti maschi una prevalenza dell’8.4% e per le femmine del 4.5% (Rumpf e colleghi, 2013).

Attualmente sono stati riconosciuti cinque tipi di dipendenza (Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dipartimento Politiche Antidroga, 2014):

  1. Dipendenza dalle relazioni virtuali (Cyber-Relational Addiction), caratterizzata da un’eccessiva tendenza ad instaurare rapporti d’amicizia o amorosi con persone conosciute in rete principalmente via chat, forum o social networks. In tale condizione, le relazioni online diventano rapidamente più importanti dei rapporti con la famiglia e con gli amici reali.

  2. Sovraccarico cognitivo (Information Overload), caratterizzato da una ricerca ossessiva di informazioni sul web: gli individui trascorrono sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell’organizzazione dei dati in rete.

  3. Dipendenza dal sesso virtuale (Cybersexual Addiction), nella quale si individua un uso compulsivo di siti dedicati alla pornografia e al sesso virtuale. Gli individui sono di solito dediti allo scaricamento e all’utilizzo di materiale pornografico online, sono coinvolti in chat per soli adulti e possono manifestare masturbazione compulsiva.

  4. Gioco Offline (Computer Addiction), caratterizzato dalla tendenza al coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali che non prevedono l’interazione tra più giocatori e non sono giocati in rete.

  5. Gioco Online (Net Compulsion), nel quale si evidenziano coinvolgimento eccessivo e comportamenti compulsivi collegati a varie attività online quali il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, i giochi di ruolo.

Circa un terzo degli utenti internet navigano in rete come forma di fuga o per cambiare il proprio umore. Gli uomini sono in genere attratti da siti a sfondo sessuale. Le donne sono invece più orientate a passare il tempo a flirtare in chat dedicate. Gli uomini preferiscono stimoli visivi ed esperienze sessuali focalizzate. Le donne sono invece maggiormente concentrate sulle relazioni e interazioni. (De Angelis 2000)

Un approfondimento particolare merita il mondo dei social media. Facebook è divenuto un universo parallelo dove tutto può succedere. Si fanno nuove amicizie, si consolidano quelle già in essere, tutto in modo virtuale. Ma non solo, Facebook è divenuto anche un potente strumento al servizio del marketing. È una comunità virtuale che ha superato il milione di iscritti. La rete rappresenta una modalità di comunicazione infinita che presenta anche dei rischi per alcune persone. Ne sono un esempio gli episodi sempre più frequenti di ciber bullismo che ha portato anche al suicidio di alcune persone.

Le conoscenze virtuali rappresentano un interessante oggetto di studio per gli psicologi. Per le persone timide rappresenta una grande risorsa: comunicare tramite uno schermo riduce notevolmente la quota d’ ansia che caratterizza appunto le persone timide. Anche le persone che soffrono di isolamento sociale possono trarre giovamento da questo strumento, soprattutto quelle completamente isolate dal mondo esterno.

I genitori possono far in modo che i propri figli facciano un uso sano di internet, limitandone l’ uso e mettendo dei filtri che hanno lo scopo di impedire l’ acceso in particolari siti.

È utile rivolgersi ad uno psicologo?

Decisamente si, è l’unico modo per uscire dal circolo vizioso della dipendenza. Un percorso di psicoterapia e la partecipazione a gruppi di auto mutuo aiuto sono delle risorse utili a far fronte a questo tipo di problema.

Un uso corretto della rete dà accesso ad una infinità di informazioni e servizi, ma come tutti gli strumenti può diventare una prigione dalla quale, in taluni casi, è difficile uscire.

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